Roma Napoli winter

  • Posted on 7th Gennaio 2026,
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Roma Napoli winter

Un viaggetto invernale che collega due pilastri della bella Italia, cercando avventura dai tratti della via Francigena e ristoro da quelli del lungomare Tirreno. A caccia di meraviglie dai Fori Imperiali dell’Urbe ai quartieri spagnoli ai piedi del Vesuvio, con passaggi tra l’Anfiteatro Campano, la Reggia di Caserta e le inevitabili perle che sorprendono lungo la strada.

1.
Da Roma a Norma
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A Roma si chiudono le porte giubilari e dopo un tour cittadino tra fori e altre celebrità storiche è tempo di partire. Ieri ho esplorato a piedi alcune meraviglie nonché sperimentato le polpette di una qualche zia di… ma sono concentrata perchè so già che tappa 1 non sarà gratis. La Francigena del sud fila dritta come un fuso lungo la via Appia Antica, un fantastico visione lastricato contornato da ville, templi mausolei e rovine tutte rigorosamente d’epoca. Un ottimo inizio che porta nei rigogliosi boschi dei colli e dei laghi di Albano e Nemi. E’ questa la parte più wild della route, dove incontro anche un cinghiale, prima di ritornare nella civiltà a Velletri. I saliscendi con la bici carica cominciano a farsi sentire ma manca ancora molta salita attraverso le pendici dei monti Lepini: dopo un “riposino” pianeggiante nel comprensorio del lago di Giulianello appaiono arroccati i borghi di Cori e Norma, punto dii arrivo della tappa. Qui il ristoro è top, corroborato dalla cucina di casa di Sonia alle “Fate del Lago”.

Roma, il distretto dei Fori Imperiali   La Via Appia Antica

Testimonianze romane lungo la Via Appia Antica   Belvedere natalizio al Lago Albano

Il lago di Giulianello   Offroad alle pendici dei Monti Lepini

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Da Norma a Sperlonga
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Norma è un borgo appassionante, un peccato lasciarlo subito al mattino presto, ma oggi la tappa, prima di arrivare al mare, propone altre rampe spettacolari per ammirare dall’alto la provincia di Latina. Le mie gambe sono provate dalle altimetrie di ieri e mi accontento di salire al castello di Sermoneta, che ha anche ospitato le riprese di “Non ci resta che piangere”. Dopo la discesa taglio verso est l’Agro Pontino con le ruote come una lama e incontro finalmente la brezza marina che soffia decisa a Sabaudia. Rallento per godermi il lungo costa e il promontorio del Circeo, che tengo d’occhio da ieri; è così solitario e vistoso che sembra perso nel mare. Un toast in cima a San Felice Circeo mi costa tutte le calorie della sosta, ma da lassù posso vedere ciò che mi aspetta nell’ultima parte della tappa. Terracina è a vista e così decido di spingermi fino a Sperlonga. Scelta felice per un borgo di mare molto art con le casette in calce bianca e la torre Truglia anch’essa candidissima. Un evviva per quegli spaghetti alle vongole che hanno allietato la serata gelida!

Sermoneta   Porticciolo al promontorio del Circeo

San Felice Circeo   La darsena di Sperlonga

Delizie locali   Tramonto a Sperlonga

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3.
Da Sperlonga a Capua
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Oggi finalmente passerò il confine e arriverò in Campania. Cerco supporto da questo obiettivo per non sentire troppo il gelo di queste mattine e concentrarmi sul sole che comunque domina il cielo. Il lungomare fino a Scauri è sull’Appia moderna, piatta sì ma altrettanto trafficata; accendo tutte le luci e gli occhi che ho. Ritornando verso l’interno, riecco tratti spettacolari della Francigena Sud: nella zona di Sessa Aurunca il paesaggio riprende il dominio delle emozioni, Corbara e Marzoli sono abitati microscopici e veri, rimasti impigliati nei tempi passati. La discesa verso la piana che mi porterà a Capua, meta del giorno, mi ributta per un po nel traffico dell’Appia, dove iniziano ad apparire caseifici e rivendite di mozzarelle come fossero chioschi di piadina in Romagna. Rendo subito giustizia a questa gradita sorpresa, dove i local dimostrano di saperci davvero fare. Non solo mozzarelle di ogni taglia ma anche pani buonissimi e piccola gastronomia. Fortuna che a Capua manca ormai poco, prima di arrivare il percorso mi porta di nuovo in una campagna, questa volta piatta come una tavola, ma conciliante e tranquilla.

Il litorale tirrenico verso Gaeta   Borghetto natalizio on the road

Minturno, Acquedotto Vespasiano   Il piccolo abitato di Corbara, nei colli di Sessa Aurunca

Delizie locali   Strade di campagna prima dell'arrivo a Capua

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4.
Da Capua a Napoli
59 k

Era da immaginare che la tappa di oggi avrebbe avuto qualche criticità… Guardando gmaps il reticolo di strade e di abitati che da Caserta porta a Napoli è impressionante e ci dovrò passare attraverso, senza più aiuti dalla Francigena che fila dritta verso Benevento! Perciò oggi mi concentro sulle visite storiche: a Santa Maria Capua Vetere, neanche 10 k dalla partenza, il formidabile Anfiteatro Campano sembra un set cinematografico e in attesa che il sole salga un po di più ci passo una buona oretta. Con molta circospezione per il traffico e la densità umana dei luoghi arrivo a Caserta ancora in mattinata. Anche qui la Reggia è davvero imponente, chissà che meraviglia in primavera con i giardini in fiore. Ma è tempo di stringere i denti e affilare la vista, d’ora in poi massima attenzione per stradine e improbabili viuzze che da Casagiove mi porteranno alle porte di Napoli. La calata di Capodichino cela nel nome tutta la gioia di arrivare in rapida discesa fin nel nel cuore del capoluogo. Ho già un primo anticipo dei quartieri iconici ma scendo giù fino al lungomare per vedere finalmente il Vesuvio. Dopo il Fuji di 2 anni fa ecco un altro vulcano che mi ha conquistata!

Santa Maria Capua Vetere, Anfiteatro Campano   L'interno dell'Anfiteatro Campano

La Reggia di Caserta   Arrivo a Napoli sul lungomare e con la benedizione del Vesuvio

Napoli, a spasso nel centro storico   Spaccanapoli

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